.


Totale accessi: 20533

Cerca


Reggiane 2000 - 2001 - 2002 PDF Stampa E-mail

 

 

 

Reggiane Re. 2000

 

Nel 1938 il Ministero dell'Aeronautica bandì un concorso per l’acquisizione di un caccia intercettatore al quale partecipò per la prima volta la Reggiane (Officine Meccaniche Italiane di Reggio Emilia), azienda del gruppo Caproni che presentò il suo nuovo velivolo di costruzione interamente metallica denominato RE 2000. Questo caccia fu progettato dall'Ing. Roberto Longhi, che in seguito a studi ed esperienze maturate negli Stati Uniti utilizzò tecniche costruttive e di lavorazioni dell’alluminio tra le più avanzate. Tra queste la cellula costruita a guscio con fasciame lavorante, la ribattitura dei rivetti e l'ala costruita in un solo pezzo a cassone centrale stagno, sostenuta da cinque longheroni, che conteneva all’interno i serbatoi della benzina.

Il RE 2000 aveva struttura leggera e resistente curata nei particolari, le centine alari e le ordinate erano per la maggior parte di tipo stampato, quindi facilmente riproducibili. Le linee di montaggio erano semoventi e utilizzavano utensili di fabbricazione americana.

I’aereo si ispirava al caccia P-35 dell’americana Seversky società che successivamente confluì nella Republic. Il primo volo avvenne il 24 maggio1939 ai comandi di Mario De Bernardi e sin dall’inizio l’aero dette prova di buona maneggevolezza e stabilità, si dimostrò inoltre esente dalla tendenza di entrare in auto rotazione, difetto tipico dei primi caccia monoplani italiani G.50 e Macchi 200.

Come propulsore venne montato il radiale Piaggio P.XI R.C.40 da 1000 cv. invece del più diffuso Fiat A.74 da 840 cv, ma il motore Piaggio si dimostrò poco affidabile e strutturalmente molto debole. I serbatoi all’interno dell’ala contenevano una grande quantità di carburante che permetteva un’autonomia di volo doppia rispetto agli altri caccia italiani, caratteristica che si sarebbe dimostrata in seguito molto utile nelle operazioni di lungo pattugliamento sul mare. Anche se il RE 2000 si dimostrò superiore ai concorrenti, il Ministero criticò l'adozione di serbatoi integrati nell'ala, soluzione oggi di normale utilizzo, e non ritenne opportuno cambiare l'assetto industriale della produzione aeronautica già operativa.

Si perse così l’occasione di dotare la Regia Aeronautica di un velivolo robusto e moderno dalla grande autonomia, qualità che sarebbe risultata estremamente utile nel teatro Mediterraneo per compensare la totale assenza di navi portaerei.

Le buone caratteristiche del RE 2000 destarono l’interesse di alcune forze aeree straniere. Infatti la Svezia che era già dotata del Seversky P-35 acquistò 60 esemplari del RE 2000, mentre l’Ungheria dopo averne acquistato 70 ottenne la licenza di costruzione per la ditta ungherese MAVAG.

Tuttavia nel settembre del '39 la Reggiane fu incaricata dal Ministero dell’Aeronautica di fabbricare 12 aerei per la costituzione di una Squadriglia sperimentale. La Regia Aeronautica inquadrò questi caccia nei ranghi del 23° Gruppo del 3° Stormo che operava dall’aeroporto di Comiso, sul canale di Sicilia e particolarmente su Malta, al comando del capitano Pietro Calistri.

In seguito al precipitare degli eventi bellici il Ministero ordinò alla Reggiane altri 12 esemplari del RE 2000 che vennero stornati dalle forniture destinate a Svezia e Ungheria per essere poi inviati in Africa Orientale. I velivoli dotati di ulteriori serbatoi interni, per questo denominato G.A. (grande autonomia) non furono preparati in tempo per essere impiegati in Etiopia, perciò, una volta completati, vennero assegnati, nell’agosto del ’41, alla 377ª Squadriglia Autonoma di base a Palermo-Boccadifalco.

07-re 2000 cat-01 08-re 2000 cat-02
          Prove di lancio dalla catapulta della R.N. Miraglia                                                                                                                 

Al servizio della Regia Marina

 

La Regia Marina aveva a disposizione un’aviazione ausiliaria composta da alcune squadriglie da ricognizione marittima a largo raggio e da aerei da ricognizione imbarcati sulle corazzate e sugli incrociatori pesanti. In seguito al disastroso epilogo della battaglia di Capo Matapan dove la Royal Navy affondò tre incrociatori e due cacciatorpediniere italiane, si decise finalmente la costruzione di una portaerei, tipo di nave di cui la Regia Marina era sprovvista, a cui sarebbe stato dato il nome di Aquila. In attesa che questa venisse approntata si cercò un velivolo da imbarcare a bordo delle navi da battaglia che affiancasse il Ro.43 nella ricognizione, e che costituisse anche una valida difesa per la squadra navale dagli attacchi aerei avversari.

La scelta cadde sul RE 2000 in considerazione delle buone doti di volo e dell’autonomia necessaria a raggiungere il più vicino aeroporto una volta lanciato.

Il tenente Giulio Reiner fu incaricato della sperimentazione per il lancio dell’aereo dalla catapulta delle navi. Le prove ebbero esito positivo e terminarono il 9 maggio1942 con il lancio del RE 2000 MM.8281 dalla R.N. Miraglia. Vennero quindi preparati 10 RE 2000 versione catapultabile molto simili ai G.A. e dotati di appositi attacchi e rinforzi per potere essere lanciati.

Il RE 2000 imbarcato aveva una colorazione dorsale celeste marino a tinta unita e nella parte inferiore grigio chiaro, il timone era decorato con una piccola papera.

I primi due esemplari furono messi a bordo sulla Vittorio Veneto e sulla Littorio, solo nella primavera del 1943 altri due sulla Roma; in tutto i Re.2000 disponibili ed inquadrati nella I Squadra FF.NN. furono sei. Uno solo di questi velivoli fu utilizzato in operazioni belliche.

Il 9 settembre 1943 le tre navi da battaglia facevano parte della flotta che dal porto di La Spezia salpò alla volta di Malta per consegnarsi agli Alleati in ottemperanza all’armistizio. Mentre la squadra transitava nel braccio di mare tra Palau e l’isola della Maddalena, veniva attaccata da bombardieri tedeschi He.177 dotati di una nuova arma la Fritz X, una bomba filoguidata. Poteva essere l’occasione propizia per utilizzare i caccia a difesa della flotta, ma motivate indecisioni ritardarono l’intervento, così la Roma fu colpita nella riserva di munizioni e colò a picco in pochi minuti. Il RE.2000 della Vittorio Veneto fu lanciato in volo e scortò la squadra per qualche ora, atterrò in Corsica, poi fu trasferito in Sicilia. Mentre il quarto Re.2000 dell’Italia (ex Littorio) venne catapultato in mare senza pilota in quanto danneggiato durante l’attacco tedesco.

 

06- re 2000

 

Dati tecnici:

 

Motore: Piaggio P.XI R.C.40 radiale, 14 cil. due stelle.

Potenza: cv. 1000 a 4000 m.

Apertura alare: m 11

Superficie alare: mq. 20,40

Lunghezza: m. 7,99

Altezza: m. 3,20

Velocità max: Km/h 530 a 5000 m.

Velocità di crociera: Km/h 470

Salita a 6000 m. in 6'10"

Peso totale: Kg. 2850

Peso a vuoto: Kg. 2090

Tangenza: m. 10500

Autonomia: Km. 1400

Armamento: 2 mitr. da 12,7 mm.

 

15- re 2001

 

 

Reggiane Re. 2001

 

Quando il Ministero dell'Aeronautica nell'estate del '39 mise a disposizione il motore tedesco Daimler-Benz 601 da 1050 Cv., che poi verrà prodotto su licenza dall'Alfa Romeo, l'Ing. Longhi ridisegnò il RE 2000 per adattarvi il nuovo motore: nacque così il RE 2001. Rispetto al predecessore che montava un motore radiale, era stata ridotta la larghezza della fusoliera e ridisegnata la parte anteriore in quanto il nuovo motore "in linea" permetteva una linea filante e aerodinamica. Inoltre, su richiesta del Ministero fu modificata l'ala riducendo i longheroni a tre e furono installati serbatoi protetti in sostituzione dell'ala stagna. Il primo volo del prototipo MM 409 fu eseguito dal collaudatore tenente colonnello Piero Scapinelli nel Luglio 1940, ma il 14 marzo '41, a causa di un'avaria all'elica, il secondo prototipo del 2001 si distrusse causando la morte dello stesso pilota. I RE.2001 iniziarono la loro vita operativa nel cielo di Malta e nel canale di Sicilia svolgendo con efficacia la scorta a bombardieri ed aerosiluranti. Entrò anche il linea la versione da caccia notturna armata di due cannoncini Mauser MG 151 da 20 mm al posto delle mitragliatrici alari da 7,7 mm. In seguito alla decisione di costruire le portaerei Aquila e Sparviero, fu scelto il RE 2001 per costituirne la linea di volo, a tale scopo alcuni esemplari furono muniti di gancio d'attacco per una bomba centrale e di gancio d’arresto per l'appontaggio. Nel frattempo fu realizzata la versione C.B. caccia bombardiere dotata di un travetto centrale per portare una bomba da 250 Kg. o una speciale da 640 Kg. in tale veste vennero impiegati contro la flotta inglese partendo dalle basi della Sicilia. All'8 settembre '43, data dell'armistizio, erano presenti 73 RE.2001 di cui 33 efficienti. Qualche esemplare rimasto al nord fu utilizzato dalla A.N.R per voli addestrativi e di collegamento, al Sud invece nell'ambito dell'Aeronautica co-belligerante i pochi RE.2001 rimasti operarono in missioni di appoggio alla nostre truppe nei Balcani. Complessivamente furono costruiti 237 esemplari di cui 39 nella versione caccia bombardiere e 124 per la caccia notturna.


 

19-re 2001

 

 

Dati tecnici:

 

Motore: Alfa Romeo RA 1000 RC 41 I (DB 601 Aa) 12 cil. "V" raffreddato a liquido.

Potenza: cv. 1050 a 4100 m.

Apertura alare: m 11

Superficie alare: mq. 20,40

Lunghezza: m. 8,36

Altezza: m. 3,15

Velocità max: Km/h 545 a 5500 m.

Velocità di crociera: Km/h 469

Salita a 6000 m. in 6'30"

Peso totale: Kg. 3240

Peso a vuoto: Kg. 2460

Tangenza: m. 11000

Autonomia: Km. 1040

Armamento: 2 mitr. da 12,7 mm e 2 mitr. da 7,7 mm.

 

 

31 - re 2002

 

 

Reggiane Re. 2002 "Ariete"

 

Nel 1940 venne studiato un successore del RE 2000 destinato a montare il nuovo motore Piaggio P.XIX RC 45 Turbine B radiale a 14 cilindri, raffreddato ad aria, della potenza di 1180 cv., scelto per le sue elevate caratteristiche a bassa quota. Le modifiche portate furono tali per cui il RE.2002 risultava assai simile al RE 2001 tranne che nel motore. Fu infatti la scarsa disponibilità di motori Alfa Romeo / D.B. 601 a decidere la produzione di questo aereo che portò avanti l'esperienza già percorsa dal RE 2001 in qualità di caccia bombardiere. Il primo volo fu effettuato dal collaudatore Tullio De Prato nel campo della ditta a Reggio Emilia nell'ottobre del 1940. La sua messa a punto fu molto laboriosa a causa del cattivo funzionamento del motore Piaggio che aveva molta facilità a "piantare". Il RE.2002 era dotato di attacchi per bombe e serbatoi supplementari, uno ventrale e due sub-alari per un totale di oltre 600 Kg. Era armato con due mitragliatrici in caccia sul muso Breda-Safat da 12,7 mm. e da due mitragliatrici da 7,7 mm sulle ali. Vennero eseguite prove di catapultamento in vista dell'utilizzo delle portaerei in costruzione. Il RE 2002 entrò in linea all'inizio del 1943 nei due Stormi d'Assalto: nel 5° e in parte del 50°. I due reparti furono impegnati nell'attività di contrasto dello sbarco degli alleati in Sicilia e poi in Calabria subendo perdite molto pesanti. Al sopraggiungere dell'armistizio i RE 2002 presenti erano 10 di cui 4 efficienti al 50° Stormo con base a Lonate Pozzolo e 24 di cui 12 efficienti al 5° Stormo sull'aeroporto di Manduria. La Luftwaffe oltre agli esemplari requisiti ricevette altri velivoli nuovi di fabbrica per un totale di circa 70 esemplari che vennero impiegati principalmente in Francia; diversamente dall'Aeronautica Nazionale Repubblicana che non ne fece uso. Il 5° Stormo con i suoi rimanenti 24 RE.2002, al comando della R.A. al Sud, dopo pochi giorni dall'armistizio fu impiegato per contrastare l'azione dei tedeschi contro i presidi italiani nelle isole di Corfù e Cefalonia. Furono attaccate postazioni, mezzi da sbarco e unità tedesche, ma inutilmente. Non fu infatti evitato il sacrificio di circa 15000 soldati italiani. Il 13 ottobre '43 il Governo italiano, dichiarata guerra alla Germania, impiegò i RE.2002 in azioni di appoggio alle truppe italiane che operavano nei Balcani. Furono costruiti complessivamente 225 esemplari di RE. 2002 dei quali 149 consegnati alla Regia Aeronautica, gli altri utilizzati dalla Luftwaffe.


 

30- re 2002

 

 

Dati tecnici:

 

Motore: Piaggio P.XIX RC 45 "Turbine" , radiale con 14 cilindri doppia stella

Potenza: cv. 1180 a 4700 m.

Apertura alare: m. 11

Superficie alare: mq.20,40

Lunghezza: m. 8,16

Altezza: m. 3,15

Velocità max: Km/h 530 a 5500 m

Velocità di crociera: Km/h 400

Salita a 6000 m. in 8' 48"

Peso totale: Kg. 3240

Peso a vuoto: Kg. 2390

Tangenza: m. 10500

Autonomia: Km. 1100

Armamento: 2 mitr. da 12,7 mm e 2 mitr. da 7,7 mm + 640 Kg. di bombe

 

 
bottom

top
Copyright © 2009 Mauro Antonellini. Realizzato da Lorenzo Morselli. Webmasters: Lorenzo Morselli e Enrico Guerrini


bottom

Powered by Joomla!. Designed by: Free Joomla 1.5 Template, web hosting. Valid XHTML and CSS.