

| SIAI S.79 “Sparviero” |
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E’ l’aereo italiano più conosciuto in Italia e all’estero per i suoi primati e per le sue imprese militari. Progettato dall’Ing. Alessandro Marchetti come apparecchio veloce per il trasporto di otto passeggeri in occasione della gara aerea Londra-Melbourne per l’assegnazione della Coppa Mac Robertson, eseguì il volo di collaudo l’8/10/1934 sul campo di Cameri (No) pilotato da Adriano Bacula. Immatricolato I-MAGO, era propulso da tre motori Piaggio P.IX da 610 cv. La SIAI, casa costruttrice, non fece in tempo a preparare il velivolo per la gara che, equipaggiato con tre motori Alfa Romeo 125, nell’estate del ’35 venne presentato al Capo di Stato Maggiore Gen. Valle che lo impiegò per un sopralluogo in A.O.I. Il tragitto Massaua-Roma fu compiuto in h. 11.45’, durata eccezionale per l’epoca. Successivamente furono battuti diversi primati mondiali di velocità. Per via di tutte le sue brillanti prestazioni fu adottato dalla R.A. e fu trasformato in bombardiere. Si provvide a dotarlo di postazioni con mitragliatrice, che gli fecero assumere la caratteristica “gobba” dorsale, di vano bombe e di relativa gondola ventrale per il puntamento. Il prototipo militare fu collaudato dallo stesso Bacula a Vergiate (Va) il 2/9/1935. Nel 1937 furono operativi nella Guerra di Spagna alle dipendenze dell’Aviazione delle Baleari dando ottima prova. Nello stesso anno quattro S.79 C (corsa) parteciparono alla corsa Istres–Damasco–Parigi arrivando ai primi tre posti. L’anno successivo gli stessi aeroplani (S.79 T) con l’insegna dei sorci verdi, decollarono da Guidonia per un volo transatlantico alla volta di Rio de Janeiro (9.850 Km alla media di 404 Km/h). Venne inoltre prodotta anche una versione bimotore per l’esportazione (Iraq e Romania) la cui sezione anteriore fu completamente ristrutturata. All’entrata in guerra gli S.79 erano 594 e costituivano la parte consistente della linea da bombardamento della R.A. Operarono contro la Francia, contro la Corsica, sull’arco alpino, sulla Tunisia e contro unità nemiche in navigazione. Contribuirono al rafforzamento dello schieramento in Africa Settentrionale, ma in A.O.I. vennero presto sopraffatti dal nemico. Questi velivoli inoltre intervennero contro la Grecia e la Jugoslavia, ma fu nella guerra aeronavale che diedero un generoso contributo su Malta ed in Egeo. Sorpassati come bombardieri vennero presto convertiti in aerosiluranti nonostante non fossero stati progettati per tale specialità. Fu grazie alle gesta di comandanti come Buscaglia, Graziani, Marini e tanti altri e al sacrificio degli equipaggi, che diedero brillanti risultati contro i convogli navali nemici operando nel Mediterraneo fino alla fine del conflitto. Fu realizzata una versione specifica per questo impiego dotata di motori A.R. 128 ottimizzati per l’uso a bassa quota; venne eliminata la gondola ventrale di puntamento e incrementata l’autonomia grazie ad un serbatoio in fusoliera capace di 720 litri. L’S.79 fu costruito in 1353 esemplari sia dalla SIAI che dalle licenziatarie Macchi, Reggiane e Aeronautica Umbra. Alla data dell’Armistizio erano in carico 61 esemplari, tutti della versione silurante, di cui 36 efficienti. L’attività dell’S.79 silurante proseguì al nord nell’A.N.R. con la costituzione di un gruppo che fu impiegato contro lo sbarco anglo-americano ad Anzio e in una brillante azione contro Gibilterra. Nella Regia Aeronautica al Sud furono usati come trasporti in modo particolare dall’organizzazione dei “Corrieri Aerei Militari”.
Dati e caratteristiche: Costruttore: SIAI Marchetti Motori: 3 Alfa Romeo 126 RC 34 da 750 cv., radiali con 9 cilindri. Apertura alare: m. 21,20 Superficie alare: mq. 61,70 Lunghezza: m. 15,625 Altezza: m. 4,60 Velocità max: Km/h 430 a 4000 m. Velocità di crociera: Km/h 375 Salita a 4000 m. in 13’5’’ Peso totale: Kg. 10820 Peso a vuoto: Kg. 6945 Tangenza: m 6500 Autonomia: Km. 1900 Armamento: 4 mitr. e 1250 Kg. di bombe o un siluro da 455 mm di 930 Kg. |


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