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Lohner L 40 PDF Stampa E-mail
Austriaci

 

 

 

Il Lohner L 40


Storia e tecnica

La costruzione dell’L 40 costituì un’importante tappa nello sviluppo degli idrovolanti austriaci e nello stesso tempo la sua cattura fu determinante per l’industria aeronautica italiana.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il 28 luglio 1914, l’Aviazione della Marina austro-ungarica si era trovata subito nella necessità di sostenere le prime azioni militari. A questo scopo erano stati equipaggiati di mitragliatrici e bombe gli idrovolanti del tipo E allora in dotazione. Questi apparecchi tuttavia non corrispondevano più alle nuove aumentate esigenze di velocità, raggio d’azione e soprattutto di armamento. Così gli ingegneri Bauer e Paulal della ditta Lohner, unitamente ad altri due ingegneri dell’Arsenale di Marina di Pola, furono incaricati di sviluppare un nuovo tipo di idrovolante con due uomini di equipaggio: doveva essere armato di una mitragliatrice sistema Schwarzlose, portare un carico di bombe di circa 150 chili e possedere un’autonomia di volo di sei ore. La nuova macchina, che sarebbe poi divenuta il Lohner serie L, venne accettata dalla Direzione idrovolanti della Marina austro-ungarica che tramite la MLG (società aeroplani e motori) diede l’ordine di costruirne una prima serie di sei esemplari. Già l’11 gennaio 1915 fu effettuato il volo di consegna del primo idrovolante a Pola: portava la sigla L 40.

Si trattava di un biplano la cui fusoliera, rivestita in legno, fungeva da scafo. Le ali a struttura bilongherone avevano la velatura completamente in tela e, come da tradizione Lohner, avevano una angolazione a freccia di circa 10 gradi. L’ala superiore aveva una apertura maggiore di sei metri rispetto a quella inferiore e la sopravanzava in avanti. Le ali erano unite da sei coppie di montanti metallici inclinati di 18 gradi; quella superiore, sulla quale erano montati gli alettoni, era sostenuta da un tirante a V supplementare.

Su questo esemplare venne sperimentato un impianto radiotrasmittente in telegrafia Telefunken che veniva alimentato tramite una dinamo collegata al motore. L’L 40 venne fornito di un motore sei cilindri Hiero da 145 hp, raffreddato ad acqua, che muoveva un’elica spingente. Più tardi esso venne sostituito con un Rapp da 150 Hp. Data la fragilità dei motori dell’epoca, si presentava spesso la necessità di sostituirli, perciò il Lohner venne dotato nell’apposito castello di una corsia su cui il motore veniva facilmente inserito per facilitare le operazioni di sostituzione. I serbatoi di carburante, per una capacità totale di 200 litri, erano collocati nello scafo dietro l’abitacolo e potevano assicurare un’autonomia di volo di circa 400 chilometri. L’abitacolo aveva due posti affiancati: il pilota sedeva a sinistra e l’osservatore, che aveva a disposizione la mitragliatrice brandeggiabile collocata su un apposito affusto, sedeva a destra. Il carico offensivo era  costituito da 150 chili di bombe di peso variabile da 5 a 50 chili. Entro l’aprile 1915 furono consegnati tutti e sei gli esemplari richiesti e pur appartenendo alla stessa serie, due di essi, l’L 42 e l’L 45, si distinguevano per una diversa forma della cabina di pilotaggio.

La cattura dell’L 40, il 28 maggio 1915, dunque ebbe molta importanza per l’Aviazione italiana dal punto di vista tecnico e industriale, in quanto questo apparecchio rappresentava una macchina moderna di ottimo progetto, funzionale agli scopi di ricognizione e di bombardamento marittimo in particolare sul mare Adriatico, teatro delle operazioni dei due schieramenti.

Lo studio di fattibilità per la riproduzione fu autorizzato il 5 giugno 1915 ed il progetto fu affidato alla Macchi di Varese. In brevissimo tempo, un mese e tre giorni, fu realizzato il primo esemplare che effettuò i voli di collaudo pilotato dal comandante Roberti di Castelvero. Fu utilizzato lo stesso nome, Lohner, e fu siglato come quelli austriaci, divenendo l’L1. Subito dopo fu costruita una prima serie di dieci idrovolanti sui quali venne montato il motore Isotta Fraschini da 150 hp. L’L1 venne poi prodotto, ad iniziare dal settembre del ’15, per un totale di 140 esemplari.

Dalla fine di dicembre i nuovi Macchi L1 si trovavano già nelle stazioni navali italiane: due a Grado, quattro a Venezia, quattro a Porto Corsini, uno a Brindisi e a bordo della Nave Europa. Già a metà del 1916 Grado ne avrebbe avuti quattro, Venezia sei, Porto Corsini uno, Varano tre e Brindisi dodici.

L’L1 si rivelò il capostipite di una lunga serie di idrovolanti italiani, infatti dopo L1, L2 e L3, si giunse alla costruzione del primo caccia idrovolante M.5, risultato dell’esperienza maturata dalla Macchi nella costruzione dei caccia Nieuport e degli idrovolanti Lohner.

l 40 schupita

 

  

Dati tecnici

Lunghezza                         10,85 m

Altezza                                3,50 m

Apertura ala sup./inf.     16,20 m /11,80 m

Peso a vuoto                      1.148 kg

Peso totale                         1.698 kg

Quota massima                   2.000 m

Velocità massima                105 km/h

 

         

     

    

 

                 

 

 

 
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