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MACCHI MC.205 V “Veltro” PDF Stampa E-mail

Alla metà del 1941 la Regia Aeronautica maturò l’idea di una nuova generazione di caccia monoposto con motori più potenti di quelli fino ad allora adottati, che permettessero di raggiungere una maggiore velocità e quota, fossero dotati di armamento più pesante – cannoncini da 20 o 30 mm.-, e di una maggiore protezione per il pilota e gli impianti. Per scegliere il propulsore di questa nuova generazione di caccia furono presi in esame diversi tipi di motori, italiani e tedeschi; la scelta cadde sul Daimler-Benz 605A1 motore affidabile ed immediatamente disponibile che la Fiat avrebbe costruito su licenza col nome di R.A. 1050 RC 58I “Tifone”. Alla valutazione del concorso definito “Serie 5” a sottolineare l’adozione di questo motore parteciparono le case costruttrici Fiat, Reggiane e Macchi. L’ing. Mario Castoldi, partì dal progetto base del MC.202, modificò il disegno dell’ala aumentandone la superficie e l’apertura, e allungò la fusoliera rendendola più aerodinamica; realizzò così due prototipi di questo aereo denominato MC.205 N “Orione”. Ma la produzione in serie di questo caccia, la cui riprogettazione era radicale, avrebbe comportato tempi troppo lunghi, quindi la Macchi presentò una proposta alternativa consistente nella cellula del MC.202 della serie IX con il minimo di modifiche necessarie per adottare il nuovo motore DB 605 e due cannoncini Mauser MG 151 da 20mm nelle ali. Furono così realizzati due prototipi di questo caccia chiamato MC.205 V “Veltro”, il primo dei quali fu portato in volo a Lonate Pozzolo (Va) il 19/4/1942 dal capo collaudatore Guido Carestiato. Data la necessità di avere un nuovo caccia in tempi brevi, il Ministero accettò questa soluzione e a fine gennaio ’43 alcuni esemplari vennero consegnati al 1° Stormo che operava a Pantelleria durante gli ultimi scontri in Africa Settentrionale e utilizzati per scortare convogli aerei e navali sul canale di Sicilia. Tali esemplari impiegati nel 4° Stormo contrastarono lo sbarco alleato in Sicilia e Calabria e nel 3° Stormo contribuirono alla intercettazione dei bombardieri americani nel Lazio. Di questo aereo fu allestita una speciale versione per la ricognizione fotografica chiamata MC.205 RF, dotata di una macchina fotografica montata verticalmente alle spalle del pilota, tipo Zeiss Rb.50x30 con focale di 500 mm. Inoltre era dotato di serbatoi supplementari interni ed esterni che estendevano l’autonomia fino a circa 1000 Km. Con questa versione fu costituita la 310^ Squadriglia Caccia Aerofotografica che operò nel bacino del Mediterraneo. Alla data dell’Armistizio l’Aeronautica cobelligerante al Sud raccolse 37 MC.205 che svolsero azioni di contrasto su aeroporti tedeschi in territorio greco albanese, scortarono inoltre gli aerei da trasporto italiani che operavano sui Balcani. Molto intenso invece fu l’uso del MC.205 da parte della aviazione della R.S.I., oltre a 29 MC.205 recuperati se ne aggiunsero altri di nuova produzione. Furono in dotazione del 1° e del 2° Gruppo Caccia che difesero le città dell’Italia settentrionale dai devastanti attacchi dei bombardieri alleati. I MC.205 della A.N.R si dimostrarono efficaci nelle missioni di intercettazione delle grosse formazioni di bombardieri pesanti, spesso avendo la meglio sui caccia P.38 e P.47 di scorta. Del MC.205V furono costruiti in totale circa 250 esemplari; 164 per conto della Regia Aeronautica gli altri per l’Aeronautica Nazionale Repubblicana.

 


Dati e caratteristiche:


Costruttore: Aeronautica Macchi Spa

Motore: Fiat RA 1050 RC 58 I (DB 605 A1) 12 cil. “V” raffreddati a liquido.

Potenza: cv. 1250 a 5800 m.

Apertura alare: m. 10,58

Superficie alare: mq. 16,8

Lunghezza: m. 8,85

Altezza: m. 3,49

Velocità max: Km/h 642 a 7200 m.

Velocità di crociera: Km/h 580

Salita a 6000 m. in 5’30”

Peso totale: Kg. 3408

Peso a Vuoto: Kg. 2581

Tangenza: m. 11350

Autonomia: Km. 985

Armamento: 2 mitr. Breda Safat da 12,7 mm, e 2 Cannoncini Mauser MG151 da 20 mm.

Attacchi alari per max 2 bombe da 160 Kg.

 

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