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MACCHI MC. 200 “Saetta” PDF Stampa E-mail

Progettato nel 1937 dall’Ing. Mario Castoldi, che si servì dell’esperienza acquisita con i suoi celebri idro per la coppa Schneider, il Macchi MC. 200 fu vincitore del concorso ministeriale del 1938 per la realizzazione di un caccia nel quale la velocità doveva essere un dato essenziale. Per questo fu studiata una capottatura del motore dai ridotti ingombri frontali, dotata di radiatore dell’olio sull’anello della stessa, fusoliera piccola ed affusolata e profilo alare a bassa resistenza. Fu Giuseppe Buri, pilota collaudatore della Aeronautica Macchi, a portare in volo il prototipo MM 336 il 24/12/1937 a Lonate Pozzolo (Varese). Come molti monoplani dell’epoca, ebbe problemi aerodinamici di autorotazione o stallo di velocità che si verificavano durante manovre estreme e che ritardarono la sua entrata in servizio. Fu posto rimedio a questo problema modificando il profilo dell’ala. L’MC.200 era un monoplano di costruzione interamente metallica, dotato del motore radiale Fiat A 74 RC 38. Per migliorare la visibilità del pilota la fusoliera presentava la caratteristica gobba nella quale era inserito l’abitacolo che, nelle prime serie era chiuso ed in seguito, su richiesta dei piloti, ebbe il tettuccio semi aperto. Nel giugno 1940 gli MC.200 equipaggiavano tre gruppi da caccia per un totale di 144 esemplari e nello stesso periodo la produzione venne intensificata con la licenza di fabbricazione concessa alla Breda e alla S.A.I. Ambrosini. Gli MC.200 iniziarono l’attività operativa nella scorta ai bombardieri che operavano su Malta e, nell’Aprile ’41, furono inviati in Africa Settentrionale. Trovarono inoltre impiego anche nelle ostilità contro la Grecia. Successivamente parteciparono alle operazioni del C.S.I.R sul fronte russo dove le condizioni ambientali in cui furono costretti ad operare misero a dura prova uomini e mezzi. L'MC.200 fu un aereo robusto e di agevole manutenzione per cui mantenne ad un buon livello l’efficienza dei reparti. A partire dal 1942 l’aereo era sorpassato in qualità di intercettatore, compito nel quale fu gradualmente sostituito dal MC.202 dalle prestazioni superiori. Gli MC.200 vennero perciò sempre più impiegati nelle missioni di attacco al suolo per le quali vennero dotati di travetti portabombe sotto le due semiali. Furono costruiti complessivamente 1153 esemplari. Nell’estate ’42 presso la Breda fu montato a scopo sperimentale un motore Piaggio P.XIX da 1175 Cv e fu denominato MC.200 bis. Alla data dell’armistizio erano in servizio 52 esemplari, 33 dei quali efficienti. L’aviazione cobelligerante ne impiegò 23 e solo 8 furono utilizzati dalla A.N.R., in entrambi i casi in qualità di addestratore.

 


Dati e caratteristiche: (VII serie)


Costruttore: Aeronautica Macchi Spa

Motore: FIAT A 74 RC 38 radiale di 14 cilindri su due stelle

Potenza: cv. 840 a 3800 m.

Apertura alare: m. 10,58

Superficie alare: mq. 16,8

Lunghezza: m. 8,196

Altezza: m. 3,51

Velocità max: Km/h 512 a 5000 m.

Velocità di crociera: Km/h 450

Salita a 6000 m. in 6’25”

Peso totale: Kg. 2533

Peso a vuoto: Kg. 2014

Tangenza: m. 8900

Autonomia: Km. 870

Armamento: 2 mitr. Breda Safat da 12,7 mm. – Attacchi alari per max 2 bombe da 150 Kg.

 

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