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C.R.D.A. CANT.Z.1007 “Alcione” PDF Stampa E-mail

Questo trimotore, progettato per il bombardamento in quota, colpisce innanzitutto per le linee estremamente slanciate e per l’armonia delle sue forme, frutto degli studi fatti dal suo progettista Ing, Filippo Zappata con il largo utilizzo della galleria del vento. Il primo volo fu eseguito l’11/3/1937 a Ronchi dei Legionari (Go) e il pilota fu Mario Stoppani collaudatore della C.R.D.A. di Monfalcone. I primi 34 esemplari furono dotati di motori Isotta Fraschini Asso XI RC 15, che però dimostrarono potenza insufficiente. Solo con la versione “bis”, potenziata da motori Piaggio P XI RC 40 da 1000 Cv, migliorata per quanto riguarda la cabina di puntamento e munita di doppia deriva, il velivolo raggiunse finalmente le aspettative previste e poté equipaggiare gli Stormi da bombardamento con la prospettiva di sostituire tutti gli altri bombardieri ancora in linea. I Cant.Z 1007 bis con le loro eccellenti caratteristiche di volo, una buona stabilità e un armamento difensivo adeguato, si dimostrarono adatti anche alla ricognizione strategica. Erano costruiti completamente in legno e la fusoliera a sezione ellittica aveva il rivestimento portante. Per ottenere forme molto incurvate venivano incollati su una sagoma sottili lamelle di legno in strati successivi e incrociati. Tale tecnica detta "Tulipier", usata prima sul Cant.Z 506, dava alla struttura robustezza e leggerezza, ma in climi estremi quali quello russo e quello africano tendeva a deformarsi e scollarsi. All’inizio del conflitto i Cant.Z 1007 erano in dotazione a soli due Stormi (16° e 47°) con circa quaranta macchine. La produzione andò sempre a rilento a causa degli eccessivi tempi di lavorazione. Ai primi del 1943 entrò in servizio la versione “Ter” dotata di motori Piaggio P. XIX da 1175 cv che migliorarono le prestazioni di volo. La produzione totale raggiunse i 560 esemplari, 74 dei quali costruiti dalla IMAM. I Cant.Z 1007 chiamati “Alcione” furono presenti su tutti i fronti, in modo particolare operarono contro la Grecia e nel settore mediterraneo contro Malta e la flotta Britannica. I reparti dell’Aviazione dell’Egeo svolsero anche missioni contro obiettivi in Siria e Palestina, spingendosi fino alla base navale di Alessandria. Alla data dell’armistizio erano presenti 72 Alcioni di cui 22 efficienti. Al Nord vennero recuperati 22 velivoli del tipo “bis” e ”ter” che armarono un Gruppo da Bombardamento ma che non vennero mai impiegati operativamente. Restarono al Sud 25 esemplari che servirono alla ricostruzione dell’88° Gruppo BT che venne utilizzato per l’aerorifornimento dei partigiani di Tito e delle truppe italiane della Divisione “Garibaldi” operanti nei Balcani.


Dati e caratteristiche:


Costruttore: C.R.D.A. Cantieri Riuniti dell’Adriatico – Monfalcone

Motore: 3 Piaggio XI RC 40 – 14 cilindri doppia stella

Potenza: cv. 1000 a 4000 m.

Apertura alare: m. 24,80

Superficie alare: mq. 70

Lunghezza: m. 18,47

Altezza: m. 5,22

Velocità max: Km/h 456 a 4600 m.

Salita a 4000 m. in 9’36”

Peso totale: Kg. 13621

Peso a vuoto: Kg. 9396

Tangenza: m.8400

Autonomia: Km. 2000

Armamento: 4 mitr. (2 da 12,7 mm + 2 da 7,7 mm.) – 1200 Kg. di bombe

 

cant_z1007_bis-03r

 

 

 
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